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Nocciole: Unci-Coldiretti istituire regime di sostegno specifico settore e favorire aggregazione in OP per accorciare la filiera

09.03.2010 - “La crisi internazionale ha avuto ripercussioni sul settore delle nocciole, anche a causa della forte concorrenza della Turchia, maggiore produttore mondiale e ago della bilancia delle quotazioni mercantili. La Produzione di nocciole in Italia è di 100.000 Tons, pari all 11% della Produzione Mondiale, interessa circa 60.000 ettari di aree collinari e montane di Campania, Lazio, Piemonte e Sicilia. Territori che, in caso di dismissioni, non presentando alternative produttive praticabili avrebbero forti ripercussioni non solo ambientali ma anche economiche e sullindotto generato.”

E quanto ha sottolineato Fabio Paduano, coordinatore Unci-Coldiretti, nell ambito dell Audizione di questo pomeriggio in Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati sulla situazione del comparto delle nocciole e sulle politiche per la valorizzazione e la tutela del prodotto.

Pompeo Mascagna, Presidente della cooperativa Assosaiv (associata Unci-Coldiretti) nonché Presidente dell organizzazioni di Produttori Assofrutti, ha rilevato nel corso dell audizione, “come sforzi e sinergie degli operatori della filiera hanno visto la nascita, in provincia di Viterbo, di uno dei poli più significativi della corilicoltura mondiale che si caratterizza per lapplicazione di tecniche produttive a basso impatto ambientale e per la qualità del prodotto, controllato durante tutte le fasi del processo produttivo, a garanzia del consumatore.La nuova strategia del Governo Turco modifica la politica agricola per il comparto, generando negli operatori del settore italiani una situazione preoccupante che, già dal 2010, avrà gravi ripercussioni di mercato con il rischio di crollo dei prezzi e di abbandono progressivo della coltura.”

“Unci-Coldiretti ravvisa, quindi, - ha aggiunto Mascagna nel suo intervento - la necessità di un intervento delle Istituzioni persollecitare la Commissione europea a istituire un regime di sostegno specifico per le nocciole a integrazione di quello attuale e proporzionato alla diversità dei costi di gestione fra i due Paesi. Occorre ripristinare i precedenti valori di aflatossineattivando un accurato sistema di controllo alle dogane al fine di rafforzare la tutela della salute dei consumatori e di non aggravare la produzione interna. Sarebbe utilefavorire l'aggregazione attraverso l'azione delle OPper accorciare la filierae generare un maggiore valore aggiunto al prodotto.”

Unci Coldiretti, infine, apprezza le azioni di valorizzazione e tutela del prodotto contenuto nel Piano del Settore Corilicolo predisposto, nel dicembre 2009 dal Mipaf e approvato dal CTA il 21 gennaio 2010, che a oggi è in attesa di ratifica definitiva dei Presidenti delle Regioni. 

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