09.02.2010 – “L’indicazione dell’origine in etichetta che
certifichi la provenienza dei vini prodotti dà centralità ai produttori e rende
il consumatore consapevole di ciò acquista.L'etichetta fornisce, infatti,
informazioni utili a capire l'origine della produzione vitivinicola e a rendere
riconoscibile il produttore.”

Un
concetto fortemente ribadito oggi da Unci-Coldiretti nell’ambito dell’audizione
in Commissione Agricoltura del Senato, sulla Riforma della Normativa in materia
di tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei
vini, alla quale è intervenuto Fabio
Paduano coordinatore dell’Associazione. “Pur favorevoli all’impianto
generale della rivisitazione della legge 164/92, si ritiene necessario rivedere
tutta la normativa del settore, oggi obsoleta e insufficienti per gli operatori
del sistema, mediante un maggior ricorso alla semplificazione che riporti ad
unità, magari in un unico testo, la complessità della regolamentazione in
questione.”“E’ altrettanto importante aprire un confronto sul
tema delle sanzioni distinguendo tra responsabilità acclarate ed errori
sanabili”. A tal proposito, appare positiva la soluzione di un testo unico per
le sanzioni nel settore vitivinicolo, in modo da coordinare le disposizioni
sanzionatorie presenti nelle altre norme”. Altro aspetto, evidenziato “è la
semplificazione delle procedure informatiche per l’identificazione delle
persone, delle superfici e dei prodotti che riduca il costo delle attività di
controllo senza gravare sui produttori.”
“E’ necessario anche definire il ruolo
dei consorzi di tutela evitando la sovrapposizione delle funzioni e dei
controlli, facilitandone funzionamento e accorpamento. Unci Coldiretti
condivide la proposta che i consorzi di tutela abbiano un ruolo più attivo
nella programmazione delle produzioni, rendendo maggioritaria la presenza e il
ruolo dei viticoltori, da sempre traino del Made in Italy nel mondo”.