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Manovra Economica: Unci, non condivisa scelta Governo su avvicendamento e rotazione come nuovo metodo di concertazione


30.07.2008 - “La scelta del Governo di adottare un nuovo metodo di consultazione delle Parti sociali, basato sull’avvicendamento e la rotazione, appare non adeguato perché pone problemi di continuità, soprattutto laddove vi siano organizzazioni che hanno posizioni diverse sulle questioni importanti per il Paese, come crescita, sviluppo, competitività”E’ quanto ha espresso il Presidente Unci – Unione Nazionale Cooperative Italiane – on. Luciano D’Ulizia durante l’incontro di ieri, tra il Governo e le Parti sociali, sull’attuazione delle politiche per la produzione e conseguente equa distribuzione della ricchezza nazionale in una logica di economia sociale di mercato.D’Ulizia, nel corso del suo intervento, ha ribadito il ruolo economico delle imprese cooperative  in questi anni di congiunture sfavorevoli, di perdita di competitività e di crescita ben poco al di sopra dello zero. 

“Come più volte illustrato in precedenti incontri con il Governo, e ormai largamente riconosciuto, il sistema cooperativo muovendosi in funzione anticiclica è riuscito ad evitare al Paese di entrare in una fase pienamente recessiva, contribuendo alla sua pur live crescita.” Inoltre, sulla base di questa premessa, D’Ulizia “ha esortato Governo e maggioranza ad incoraggiare lo sviluppo dell’economia cooperativa e non a deprimerlo con interventi normativi non pienamente funzionali. Come nel caso dell’incremento della tassazione sui prestiti sociali al 20%, prevista nel Dl 112/2008. Questa è una forma di raccolta limitata nella quantità e nella remunerazione con finalità esclusivamente sociale, come indica la parola stessa, a differenza delle rendite finanziarie la cui tassazione è ferma al 12,5% ed ha finalità prettamente speculative.”

“L’Unci - ha concluso D’Ulizia – condividendo l’obiettivo del Governo di compiere scelte finalizzate allo sviluppo del Paese si augura che le stesse si compiano con coerenza tenendo in considerazione il ruolo di settori produttivi, come quello cooperativo, in crescita incentivandoli e non deprimendoli. Solo in questo modo si compiranno buone operazioni per un vero e reale sviluppo dell’Italia.”

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